Caro Signore ed amico stimatissimo, Ella avrà sentito la dolorosa nuova della morte di mia povera moglie accaduta nel mese di Marzo passato. Sono sicuro, che avrà preso una parte viva e sincera in questa infelice perdita che ci hà riempito a me e i miei figlj del più profondo dolore. Mia moglia hà desiderato di essere sepelita nel giardino di Tegel, e mi occupo in questo momento della fabbrica di “un sepolcro degno di ricevere le di lei spoglie terrestre. Hò intenzione di adoperare in questo fine anche la statua della Speranza, ch’Ella, carissimo amico, ha promesso di fare per mia moglie, non sapendo dare al detto sepolcro un’ ornamento ò più bello, ò più caro alla dèfunta che questa sua opera, la quale mia povera moglie non hà goduto di vedere nella sua vita. Sento da più persone che questa statua è terminata, ò che stà almeno per terminarsi, e mi rivolgo alla Sua amicizia per pregarla di voler consegnarla quanto prima si potrà fare, al Signor Bunsen che hò incaricato di mandarmela. Hò una gran mania di possederla e la mia ben premurosa preghiera è ch’Ella abbia la bontà di far in modo che la statua possa essere giunta qui avanti l’inverno di questo anno, giacchè il sepolcro sarà terminato nel mese di Ottobre. Il Signor Bunsen avrà premura di regolare anche con Lei quanto rimane da pagare nella statua. Mia figlia Carolina m’incarica di rinnovare la sua memoria presso di Lei e speriamo ambedue, che queste righe La troveranno in ottima salute. La preghiamo ancora dei nostri complimenti alla Signora Buti e sue figliuole. Si conservi bene e mi creda sempre colla più grande stima e la più sincera e viva amicizia,
Tegel, 11. Giugno, 1829. | Suo obbmo. e devmo servitore ed amico, Humboldt. |