The Thorvaldsens Museum Archives

 
No. 3105 of 10181
Sender Date Recipient
Angelo Maria Ricci [+]

Sender’s Location

Rom

Antagelig 1820'erne [+]

Dating based on

Dateringsbegrundelsen er under udarbejdelse.

NN [+]

Recipient’s Location

Rom

Information on recipient

Ingen udskrift.

Abstract

The commentary for this letter is not available at the moment.

See Original

All’Ecc.ma ambasciatrice di Russia
Presso la S. Sede
Pel o marmo scolpito dal Ch.o Bienaimè
Rappresentante
Amore che aguzza il dardo ad un selce della via
Ode
Del Cav.o Francesco Maria Ricci.

––––––

1.a

Vuoi Tu saper, magnanima

Donna, da nostri carmi.
Come il pensier ne’ marmi,
E l’anima passò;

Quando pel Tuo Consorte

Scolpia Scultor Toscano
L’Amor, che di’ sua mano
In te lo Stral vibrò?

2.a

Gia meditando Amore

Risposte imprese, e tali,
Che i logori suoi strali
Pensò di ritemprar:

Ma di sospetti fabbro

Temea fatal sorpresa,
Se alcun l’occulta impresa
Venisse a disturbar.

3.a

Posto un ginocchio al suolo

Toglie al turcasso un dardo
E volge indietro il guardo
Ogni adito a scoprir;

Mito, perplesso, arresta

Fin l’aura, e gli elementi;
Tende le piume ai venti
Se muovono un respir.

4.a

Quindi si fa dell’arco

Al duro suol puntello,
E accorcia in se lo snello
Suo fianco Alabastrin;

Quinci l’ottusa freccia,

Tolta al fatal turcasso,
Aguzza a vivo sasso
Dell’arido cammin.

5.a

Piacque nell’opra a Venere

L’astuto figlio, e intanto
Per trattenerlo alquanto
Di plausi il ricolmò;

E ad eternar la bella

Movenza, il modo, il fatto,
Allo scultor nell’atto
La man divinizzò.

6.a

Ei lo ritrasse appunto

Qual Tu lo vedi in queste
Forme, cui tutto investe
Forse quel nume ancor.

Taci …..... il gentil lavoro

È tanto al Ver d’appresso,
Che da quel marmo istesso
Fugge, se t’ode, Amor.

––––––

Sarebbe desiderabile a gloria dell’insigne Scultore (che va tra i sommi) ch’ei scolpisse per quest’Amore una sorellina della stessa dimensione, e d’uno scorcio analogo, in una Psiche, nell’atto di attrappare una farfalla che posa ad un sasso; come avviene naturalmente, e moralmente, che l’anima nostra (di cui essa è simbolo) volge talora alle basse cose di quaggiù. Se ne avrebbe una seconda gamma, e nuovo argoimento di ammirazione,

e di versi.

––––––

Archival Reference
m33, nr. 67
Last updated 01.02.2013 Print