The Thorvaldsens Museum Archives

 
No. 4644 of 10185
Sender Date Recipient
Pietro Sterbini [+]

Sender’s Location

Rom

1829 [+]

Dating based on

Dateringsbegrundelsen er under udarbejdelse.

Bertel Thorvaldsen [+]

Recipient’s Location

Rom

Abstract

The commentary to this dedication and poem is not available at the moment.

AL CAVALIERE
ALBERTO THORWALDSEN
 
L’autore.

La forte e indelebile impressione che nel mio animo produce la vista delle vostre opere mi spinge a darvene una prova col dedicarvi alcune mie Poesie, la prima delle quali fu quasi istantaneamente creata dalla mia immaginazione colpita dal sublime e tenero insieme, che io ammiravo nella statua del nostro Dio Salvatore.
Fidia allorchè riuni nel suo tanto celebrato Giove la forza e la sapienza si acquistò l’ammirazione di tutta l’antichità. Voi più fortunato di Fidia sapeste mirabilmente rappresentare in questo vostro lavoro un Dio vero, e benefico che discese in terra per consolare, ammaestrare, e salvare il genere umano.
Rinunzi all’essere di uomo chi al mirare un Nume così buono non si sente trascinato ad amarlo. Voi siete sommo in tutte le vostre opere, ma in questa avete superato voi stesso, perchè pensaste che la Divinità deve innalzarsi su tutte le cose.


IL SALVATORE

Nell’atteggiamento in cui lo scolpiva

Alberto Thorwaldsen

––––––––––

ODE.

Chi parla? è un Nume. O popoli
State ad udirlo intenti.
“Amor m’ha fatto simile
Ai miseri viventi:
Deposi scettro e fulmine
Solo per farmi amar.

Erano muti i secoli,
Ed il mortale amai;
Io ne vedea la immagine,
Mi piacque, lo creai,
E l’universo attonito
Lo stette ad ammirar.

Tolsi al mio capo un raggio
E a lui lo posi in petto;
Egli sentì, ma l’arbitro
Fu dell’ interno affetto,
Alzò suoi sguardi all’ etera,
Fu quasi un Dio, pensò.

Di tanto amore in premio
Chiesi virtù all’ingrato:
Ei bramò d’esser misero,
Io lo volea beato;
Lasciò la fonte limpida,
Nel fango si tuffò.

Pur de’ suoi falli immemore
A ricercarlo io venni,
L’ira paterna orribile
Tutta su me sostenni,
Chiusa in umana spoglia
La immensa maestà.

Il trono, o la vittoria
Non diede a me un seguace;
D’esser nomato piacquemi
Il Nume della pace,
La fonte delle grazie,
Il Dio della bontà.

Dissi, venite o poveri,
Io serbo un gran tesoro;
Voi di fortuna strazio
Avrete in me ristoro;
Mortali oppressi, e deboli,
Servi all’altrui voler,

Miseri a cui dall’animo
La speme ancor s’invola,
Venite al Padre tenero
Che i figli suoi consola;
Al Dio che innalza l’umile,
Che abbatte il reo poter”

Ei mi stendea le braccia
Mentre così parlava,
E a lui, mio Dio benefico,
Piangendo i’ dimandava,
Vero amator degli uomini
La tua mercè qual fu?

“Segno a implacabil odio
Perchè non tacqui il vero,
Perchè svelai l’ipocrita
Dal labbro menzognero,
Mi preparò il patibolo
L’amore, la virtù.

Altri ebbe altari, e vittime
Fatto tremendo in guerra,
Fu Nume sull’Empireo
Chi soggiogò la terra,
Le genti lo adorarono
Guerrier, Profeta, e Re.

Entro una nube mistica
Altri ascondea se stesso,
Cinta da un velo candido
Venìa la Fraude appresso,
Ed il mortale credulo
Gli tributò sua fe.

Me non seguiano i gemiti
Di Madre desolata,
La terra non diè tremito
Dietro i miei passi armata,
E a’ miei nemici il Golgota
M’intese perdonar;

Io Sole di giustizia
Di vera luce adorno,
Che avviva, che benefica,
Che sempre fa ritorno,
Mai non esausto, o sazio,
A splendere, e a donar.”

Oh chi da te si nomina
Te conoscesse almeno!
Chi al tuo vessillo appoggiasi
Oh te accogliesse in seno!
Avrebbe in te l’esempio
Di carità, d’amor.

Ma ottenne la superbia
Di maestade il vanto,
Fu cibo al folle orgoglio
Degl’infelici il pianto,
Fu dolce suon di cetera
Del povero il dolor.

Manda il tuo sdegno all’empio,
Manda la tua saetta,
Mostrati il Dio terribile
Cui serve la vendetta,
Che amava Gerosolima,
Fu ingrata, e l’annientò.

Struggi ….. è miglior consiglio
La terra inabitata,
Che il giusto nella polvere,
Che l’empietà beata,
Troppo il tuo cuor magnanimo
Offeso perdonò.

Gran Dio che parlo? ah placati;
Se manchi all’infelice
Che vive sol per piangere,
D’un avvenir felice
La speme lusinghevole
Chi porge al suo pensier?

Tornami nell’orecchio
La dolce tua parola:
“Venite al Padre tenero
Che i figli suoi consola,
Al Dio che innalza l’umile,
Che abbatte il reo poter.

General Comment

Dette er en trykt dedikation og et digt om Thorvaldsens Kristus, A82, i Sterbinis bog: Saggio di Poesie, Rom 1829. Bogen findes i Thorvaldsens bogsamling, M827.

Archival Reference
M827
Subjects
Dedication · Poems on Works of Thorvaldsen · Thorvaldsen's Book Collection
Works
Last updated 06.08.2014 Print