12.5.1844

Sender

Accademia di San Luca

Sender’s Location

Rom

Recipient

Christian 8.

Recipient’s Location

Antagelig København

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A Sua Maestà / Cristiano VIII. / Re di Danimarca

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Dateringen fremgår af brevet.

Abstract

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Roma, 12 maggio 1844

A Sua Maestà / Cristiano VIII. / Re di Danimarca

I sommi onori per ordine di Vostra Maestà, anzi dalla stessa Maestà Vostra, renduti alle mortali spoglie del grande scultore Thorwaldsen, hanno di sì gran maraviglia emputo l’anima di tutto il Pontificio corpo degli accademici di S. Luca, che con solenne deliberazione è stato a me commesso di umiliarne, o Sire, a pié del vostro trono i più vivi ed ossequiosi ringraziamenti. Imperocché se il Thorwaldsen fu suddito di Vostra Maestà: se da lui il nobile regno di Danimarca ha ricevuto cotanta gloria, l’Italia e Roma fregiansi pure d’alcuna parte nella celebrità del sublime artefice. Non ispirossi xxx’egli fino da giovinetto fra noi a portarvi del bello. 2 Non fiorì fra noi, onoratissimo qual cittadino di amore se non di nascita, per quasi un mezzo secolo. 2 Non fu dell’Accademia di S. Luca per oltre a trent’anni indefesso professore, consigliere e cattedratico 2 Quindi, o Sire, permettetemi che diciamo, essere anche a noi ricordato alcun che delle regali magnificenze, con cui quel raro spirito è stato dalla Maestà Vostra onorato in un modo affatto straordinario nelle istorie delle Nazioni. Ma che dico a noi. 2 Dovere in dir anzi alle arti intere: alle quali non so qual Monarca abbia mai dato dalla altezza del soglio tante splendide e generose testimonianze di vera stima e benignità.

Glorioso l’artista che ha potuto meritare tanto! Ma glorioso non meno il Re, che coll’onorare un sì famoso suddito suo, ha voluto ad un tempo mostrare al mondo l’ossequio che debbesi a chi colla eccellenza delle arti, del bello intende potentemente ad accrescere e mantenere il maggior bene dell’uman genere, la civiltà.

Accolga Vostra Maestà con benigno viso quest’atto di profondissima ammirazione non meno che riverenza: e degni riguardare l’Accademia romana con quella stessa bontà, con cui fino dal 1820 permise che potesse gloriarsi di segnare l’augusto suo nome fra’ soci di onore.

Ossequiosamente intanto dichiarandomi, Vi supplico, o Sire, a concedermi l’alta grazia di poter’ essere

Di Vostra Maestà

P. Betti Segr.o

Archival Reference

m30 II, nr. 84h

Last updated 10.05.2011