8.6.1813

Afsender

Ferdinando Mori

Afsendersted

Napoli

Afsenderinfo

Brevet har været forseglet.
Poststemplet: “1.a Jassa – ” og “NAPOLI” og “JUIN [XX]”.

Modtager

Bertel Thorvaldsen

Modtagersted

Rom

Modtagerinfo

Udskrift: All’ Ormo Signore e mots Ill.mo / I Sigr Cav.e Alberto Thorwaldsen / Via Sistina Palazzo Tomati / Roma

Dateringsbegrundelse

Dateringen fremgår af brevet.

Resumé

Kommentarerne til dette brev er under udarbejdelse.

Dokument

Stimo Sig.re Thorwaldsen

Nella sua degnissima delli 31 Maggio scorso, della quale Ella mi ha onorato, sento con mio gran dispiacere ch’Ella ha sofferto una febbre nervinaI; nel sentire pero, che questa è passata, vivo nella speranza che ora sarà del tutto ristabilito d’ogni incommodo da questa lasciatogli, e saper potrò ch’Ella gode ottima salute come gli auguro di tutto cuore, essendo questo il maggior dono della natura, e di nostra vita, del quale dovrebbe essore dotato segnatamente ogni uomo di merito e buono come V.S.

In risposta di quanto Ella mi significa, e propone rispetto alli miei disegni ed incisioni delle sue Sculture, spero che continuando io quest’Opera ciò non abbia ad alterar punto la sua pace. Giacchè, se in un anno non ho inciso che uno delli cinque disegni che meco portai in Napoli, ciò è stato perche mi fù detto che li bassirilievi erono mutati, e che tale incisione non avrebbe servito; e i disegni del rimanente del fregio, e delle altre Opere sue non hanno potuto essere stati fatti da me neppure in un anno, ciò è stato perche il trattato di un lavoro, il quale farebbe la mia situazione di qualche anno, ha meritato la mia attenzione fino a queste giorno e mi tratterrà tuttavia forse qualche altro mese per vederne il fine; onde per il desiderio di disegnare io stesso, quello che vengo di aver commesso di fare a Camilli, si è cosi prolungato sperando di mese in mese di potermene tornare a Roma. Ma ora che questi disegni sono stati fatti e con sua sodisfazione, non manca che d’inciderli; ciò che posso fare io tanto a Napoli che a Roma; giacchè l’obbligo di dover presiedere al mio affare, e prima la cura della mia salute, e non la quantità di lavori mi hanno trattenuto, e mi trattengono.
Perciò sono risolutissimo di proseguire senza intermissione a Napoli, o a Roma che io sia, e potendo forse anche avere ajuto da Camilli più sollecita anderà il lavoro onde possa essere Lei contento, ed il pubblico appagato, senza che io soffra il danno di dovermi privare di un’Opera che amo e della quale non avendo ancor raccolto frutto competente per compenso de miei travagli e assistenze lo sto sperando al futuro. E me ne disfarai soltanto (se pure non si trattasse di sodisfare alla mia volontà, e desiderio di far questo acquisto, e di far eseguire ciò ad altri Artisti di sua maggior soddisfazione; e per lei farei ogni sacrificio) quando o per essere obbligato di lasciar Roma per sempre o per molto, o impossibilitato per altre raggioni a non poter proseguire; ed in tal caso essendo Lei ancora dello stesso sentimento gli communicherei la mia intenzione risguardo alli prezzi del mio lavoro.

In tanto nella mia assenza ne saranno state in Roma spacciate delle copie di ciò che è pubblicato onde ella abbia ritirato altro denaro a favore, e scarico del suo avere, il quale sodisfarò forse prima che intierante ne sia sodisfatto collo smercio delle stampe sude.
Sono di nuovo a pregarla di sapermi dire quanto ancora gli devo, fuori li ventiquattro scudi ch’Ella ha avuta bontà di dare a Camilli per mio conto, e se nuovi associati si sono fatti in Roma dopo la mia partenza fuori li quattordici che ho fatti io a Napoli delli quali gli rimetterò parimenti il denaro in sconto come il convenuto.

Di quà a qualche giorno gli spedirò in una lettera, se non avrò altra occasione, una prova del rame delli Generali. Ella intanto si compiaccia di dare alli miei parenti, ovvero a Camilli il disegno del Carro d’Alessandro che avevo pur anco cominciato ed ora ho il rame pronto per di nuovo inciderlo, e cosi in seguito, se non potrò averli in una volta me ne potrà essere spedito uno alla volta, tanto più che credo non lontano il mio ritorno.

Mi lusingo che le mie raggioni lo avranno persuaso a condiscendermi, ed a scusarmi se non ho aderito alla sua esibizione; e togliermi la gloria non vorrà di essere io quello che ha avuto il vantaggio di pubblicare le Opere sue degnissime, alle quali, come alla sua stimabile persona io professo di essere con tutta la stima

  Suo Umo Servo
Napoli 8 Giugno 1813 Ferdinando Mori

Arkivplacering

m3 1813, nr. 14

Kommentarer

  1. Nervefeber, dvs. tyfus, fordi man tidligere mente, at denne sygdom angreb nerverne, jf. Ordbog over det danske Sprog.

Sidst opdateret 13.08.2012